Storia

Ricordi di… KAN GEIKO

di Kyuzo Mifune 10° dan

per la Rivista Ufficiale del Kodokan di Tokyo Vol. 8 n. 1 del 15 Gennaio 1958

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È stato durante gli allenamenti invernali del 1903 che sono entrato al Kodokan. Così ho preso parte per la prima volta agli allenamenti invernali nel 1904, l’anno successivo. Questo è stato 54 anni fa. Prima di entrare al Kodokan ho fatto 5 volte il Kan-Geiko (allenamenti invernali) al liceo, aggiungendo questi 5 anni alla mia formazione del Kodokan, partecipo da 60 anni avendo la fortuna di non perdere mai gli allenamenti invernali. Io li preferisco agli esercizi estivi perché sono pieni di ricordi per me.

Nel 1904 il Kodokan si trasferisce a Chimotomi-Saka, nel quartier Koichikawa, per 7 anni. La sala era il più grande Dojo del Giappone: 107 Tatami (il Kodokan attuale è di circa 1000 Tatami).

A differenza di oggi (il Kan-Geiko ora si svolge la sera per il grande rammarico dei Maestri), gli esercizi iniziavano alle 5 del mattino e finivano alle 7. Tutti venivamo a piedi, a quei tempi i collegamenti non erano sviluppati come ora. Giungevo dalle colline Hanzo insieme al mio amico Kudan da Chissaiwai-cho.

In questo periodo, il più freddo d’inverno, il gelo era molto rigido all’alba. Per riscaldarmi correvo con la testa avvolta nel Judogi. Più di una volta mi fermavano, quando passavo per una stazione di polizia, per chiedermi spiegazioni sul perché correvo in quel modo.

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A quel tempo la sala era piccola in confronto ad ora. Eravamo circa 100, un numero molto piccolo rispetto ad oggi. In fondo, di fronte a noi, vi era il posto per gli istruttori. Ai lati sostavano la gente di alto rango ed i visitatori. A volte il Maestro Kano sedeva in abito da cerimonia insieme agli istruttori.

Con occhi brillanti, il Maestro Yokoyama manteneva un piccolo braciere di fronte alla gente di alto rango. Era sempre presente. La sua presenza alle esercitazioni incoraggiava tutti. Eravamo molto appassionati. Lui era severo tra di noi, così che ponessimo più attenzione nel praticare seriamente il Judo. Alla fine degli allenamenti, era consuetudine iscrivere i nostri nomi abbreviati nel registro di partecipazione: per esempio, se fosse Inoue e Kato avrei scritto “I” e “K”. Questo registro mostrava anche gli avversari e il numero dei Randori.

Oggi gli studenti sono troppi (a volte più di 800) per applicare lo stesso sistema, anche se questo era prevedibile. Gli allenamenti invernali duravano 30 giorni e finivano il 3 febbraio, come al giorno d’oggi. Tuttavia, fu aggiunta un’intera giornata di formazione, il 4 febbraio, per chi era stato assente durante il Keiko. Chi vi partecipava veniva riconosciuto come regolare e proficuo. Fu chiamata “Yo-Geiko” o esercitazione complementare. In quest’ultimo giorno i combattimenti erano sempre più agguerriti, e ho molti bei ricordi di questo. Un altro ricordo a cui penso con affetto fu la prima volta in cui si decise che nel corso dei 30 giorni, le lezioni venissero prolungate fino a mezzogiorno (dalle 5:00 alle 12:00!). Questo per ottenere il “primato di allenamenti”, cioè il numero più grande di combattimenti in una mattinata. In quelle mattine veniva servita zuppa di riso come prima colazione per tutti coloro che continuavano a combattere rimanendo fino a mezzogiorno. Mi ricordo di un numero massimo di 86 combattimenti, e credo che sia stato un record per quel periodo. Naturalmente, non si trattava di confrontarsi a lungo con la stessa persona, l’avversario cambiava dopo un combattimento di breve durata, quindi si era subito alla ricerca di un compagno libero per continuare senza sosta. Questi allenamenti sono stati molto interessanti. Ho trovato davvero faticoso alzarsi all’alba nel gelo. Ma la verità è che non è poi così difficoltoso quando si è giovani, vigorosi ed entusiasti per gli addestramenti del mattino. Ero pieno di ardore nell’andare a quegli allenamenti e lo facevo con tutte le mie forze.

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Gli esercizi invernali di oggi sono molto meno faticosi rispetto alla nostra era. Sono comunque interessanti dal punto di vista tecnico. Eppure ricordando questi e quelli, ho l’impressione che ai miei tempi erano molto più piacevoli e mi hanno lasciato molti più ricordi rispetto ad oggi.

 

(Traduzione a cura di Davide Izzi)

 

 

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Una risposta a "Ricordi di… KAN GEIKO"

  1. Complimenti DAVIDE,questo materiale di storia e documenti di JUDO mi insegna che il judo non è solo pratica. Un grande saluto a TE e il MAESTRO…

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